10 April 2008

Quando l'aspirapolvere diventa una pornostar!


Salve a tutti!

la lezione di stasera al corso d'italiano è stata particolarmente divertente!
Tutto grazie a una mia guff!!
E' successo così:
mentre spiegavo ai miei alunni il condizionale, si sente fuori, nel corridoio, il rumore di un'aspirapolvere!
Tutti esclamano in coro: En dammsugare!!...Vad heter den på italienska?(come si chiama in italiano?)e io rispondo un'aspirapolvere!E completo la mia risposta dicendo che è una parola composta: aspira=verbo più polvere=sostantivo!Loro replicano che è la stessa cosa in svedese: damm=polvere più sugare=che aspira (lett. che succhia!).
Nella mia totale innocenza o forse stupidità, dipende dal punto di vista, racconto che quando ancora non parlavo svedese, il termine dammsugare mi ricordava la parola francese "signora" = "dame"!
Purtroppo anche in svedese si usa il francesismo "dam" per signora, ma con l'unica differenza che si tratta di una A chiusa nella pronuncia, rispetto a damm, polvere, che invece è aperta!
Quindi avevo appena detto che per me l'aspirapolvere era una "signora che succhia"....ovviamente sono scoppiati tutti a ridere e hanno cercato di farmi capire che l'associazione delle due parole dava un altro risultato....ma orami era troppo tardi!!

04 April 2008

Ti piacciono i noodle?

Ti piacciono i noodle?....no, grazie!
Domanda e risposta con cui ho voluto iniziare il mio post di oggi, sono solo un modo semplice e stupido per iniziare invece un discorso di portata mondiale! Esistono infatti ancora dei paesi nel mondo in cui non è possibile esprimere il proprio parere!Ascoltando il telegiornale mi ha colpito la notizia su Hu Jia attivista di 34 anni, esile e malato, come riporta il Corriere, laureato in informatica e impegnato coraggiosamente nel sociale.
Era il 16 febbraio del 2006: otto agenti della polizia segreta sequestrarono Hu Jia nel quartiere di Pechino che è chiamato la «Città della Libertà ». Si era sposato sei giorni prima e lì era andato ad abitare con la moglie, Zeng Jinyan. Racconterà successivamente a Radio Free Asia: «Mi hanno circondato e infilato un cappuccio nero, poi mi hanno spinto in una macchina».
Lo schiaffarono in una prigione in campagna e, sempre tenendogli addosso il cappuccio nero in modo che non riconoscesse luoghi e persone, conclusero il «trattamento » ricorrendo a una forma subdola di tortura, la «jetliner position», schiena al muro, braccia larghe, seduto su uno sgabello coi piedi sollevati da terra, fino allo stremo. Ma il lavaggio del cervello non ebbe alcun risultato. Hu Jia è di pasta dura. La storia della sua famiglia, quella da cui viene e quella nuova che ha formato, insegna: i genitori, nel 1957, accusati di essere conniventi con la destra borghese furono duramente perseguitati e non si piegarono, la moglie è la compagna ideale di Hu Jia, quanto a fegato lo eguaglia. Una dissidente che non ha paura di esserlo.
Quaranta giorni lo tennero segregato.Parenti e amici lo cercavano dappertutto. Quando ormai si erano messi il cuore in pace se lo ritrovarono in condizioni pietose. Non era finita. Gli agenti lo braccarono ancora e ordinarono gli arresti domiciliari. Poi, il 27 dicembre 2007 se lo ripresero sempre con la stessa tecnica: incappucciamento, auto, cella.
Questa è la realtà che vive un uomo, un buddista nel caso di Hu Jia, che chiede al partito comunista di rinnovarsi, che difende i diritti degli ammalati di Aids, che combatte per la protezione dell'ambiente, che denuncia le malefatte dei funzionari corrotti, che difende i migranti e i lavoratori senza protezione, che invita al dialogo con le minoranze etniche. Hu Jia ieri mattina è stato condannato da una corte del popolo di Pechino per «istigazione alla sovversione dei poteri dello Stato». Non aveva imbracciato le armi e incitato i cinesi alla rivolta. Si era domandato, fra la tante considerazioni, se alla straordinario appuntamento con le Olimpiadi la Cina riuscirà a presentarsi in un clima meno cupo, con le carte in regola sui diritti fondamentali dell'uomo e non solo sull'economia. Ma, avventurarsi con la critica su questi terreni, nella grande potenza che compie e festeggia i 30 anni della sua modernizzazione, oggi significa incorrere nella mannaia di una legge che l'agenzia ufficiale Nuova Cina spiega così: «Il tentativo di rovesciare il potere politico dello Stato e il sistema socialista». La moglie di Hu Jia, in un Paese politicamente demaoizzato e decomunistizzato, avrebbe potuto almeno abbracciare il marito e gli avrebbe portato notizie della figlioletta di pochi mesi.
Invece, la moglie di Hu Jia, è pure lei agli arresti domiciliari. Assieme alla bambina. Zeng Jinyan è una signora che il settimanale Time ha inserito fra le 100 donne più significative del pianeta e l'ha paragonata al ragazzo che nel giugno 1989 si impalò davanti ai carri armati in piazza Tienanmen e li bloccò. Immagine storica. Ma Zeng Jinyan non è da meno.

Qual sarà il biglietto da visita della Cina ai Giochi olimpici di agosto? Amnesty International ha preso parte all'associazione mondiale per chiedere alla Cina l'adozione e l'attuazione di riforme significative nel campo dei diritti umani, in occasione delle Olimpiadi di Pechino 2008.
Si chiede così al governo quattro richieste fondamentali: adottare provvedimenti che riducano significativamente l’applicazione della pena di morte, come primo passo verso la sua completa abolizione; applicare tutte le forme di detenzione in accordo con le norme e gli standard internazionali sui diritti umani e introdurre misure che tutelino il diritto a un processo equo e prevengano la tortura; garantire piena libertà d’azione ai difensori dei diritti umani, ponendo fine a minacce, intimidazioni, arresti e condanne nei loro confronti; porre fine alla censura, soprattutto nei confronti degli utenti di Internet.

30 March 2008

Ora Legale!

Ciao!!
dopo aver trascorso le vacanze in Sardegna, eccomi di nuovo alle prese con la vita di tutti i giorni!
Questa domenica però profuma davvero di primavera!Da oggi infatti entra in vigore l'ora legale!!
Quindi mandiamo avanti le lancette di 60 minuti e godiamoci un'ora di luce in più!!!
Un abbraccio a presto!

17 March 2008

A casa!

Sabato ho lasciato Stoccolma con la sua aria frizzante e i suoi 2 gradi mattutini per arrivare in una Cagliari calda e vestita a primavera. Appena fuori dall'aeroporto ho respirato a pieni polmoni quel profumo, unico, di Sardegna che inebria anima e spirito. Attraversando i 300 km che separano Alghero dalla mia città, si possono osservare i paesaggi di quest'isola apparentemente felice e paradisiaca!
Lo shock mi coglie sempre per le prime 24 ore. In aeroporto o in giro per strada incontri signori e signore, a cui a volte, è difficle dare un'età a causa del volto segnato dal sole e dal lavoro. Non tanto alti, lui porta spesso il basco in testa e un abito, un tempo elegante; sono sempre pronti ad offrirti la loro calda ospitalità, infarcita di una rurale sapienza. Parlano in genere un italiano scandito da un forte accento e a volte inframmezzato da parole in lingua sarda per rendere il discorso più colorito. Non parlano nessuna lingua straniera e storcono il naso davanti a un turista che assapora la pasta con una tazza di cappuccino. Alcune volte non hanno mai preso l'aereo per spostarsi al di là di quel mare e di quel cielo che separano la Sardegna dal resto del "continente"!!!
Genuini nella loro ignoranza e ricchi di cultura e tradizioni proprie del loro paese.
Questo è il quadretto che spesso ho in mente quando penso alla mia isola.
In contrasto a una generazione di lavoratori esiste poi la generazione dei "falsi sapienti" che trascorre gran parte della sua giovinezza a studiare all'università e ad evitare il discorso lavoro che prevederebbe grossi cambiamenti di vita.
Mentre provo un grande rispetto per i primi, provo un forte senso di delusione e incomprensione per i secondi.
Partendo dal principio che ognuno è artefice del proprio destino...non posso aggiungere altro!
Vi saluto con un affettuoso augurio di Buona Pasqua a tutti!

02 March 2008

Una cena, le chiacchiere e ancora un pò di storia!

Il 9 novembre è il compleanno di una mia cugina. Nel 1989 avevo 11 anni e frequentavo la quinta elementare. Il 9 novembre del 1989 festeggiavo, anche se nn ho un ricordo preciso, il nono compleanno di F. insieme a cugine, parenti e amici!In tutto il mondo si festeggiava anche la caduta del Muro di Berlino!!
Proprio sabato scorso, a cena con degli amici abbiamo ricordato il perchè del muro di Berlino e tutte le sue conseguenze.
Infatti dopo la seconda guerra mondiale, la Germania, e Berlino stessa, fu divisa in quattro parti controllate da Unione Sovietica, Usa, Regno Unito e Francia; così Berlino diventò: "Berlino Ovest", capitale della Repubblica Federale e del mondo occidentale, mentre "Berlino Est" fu la capitale della Repubblica Democratica Tedesca sotto il controllo del regime socialista sovietico.
Per fermare l'emigrazione dalla parte est all'ovest, si iniziò la costruzione di un muro attorno ai tre settori occidentali nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961 a Berlino Est. Inizialmente consisteva di filo spinato, ma già il 15 agosto iniziarono ad essere utilizzati gli elementi prefabbricati di cemento e pietra destinati a formare la prima generazione di un vero e proprio muro. Il muro era lungo più di 155 km. Rende abbastanza bene l'idea di come si viveva nella Germania dell'est e di cosa succede dopo la caduta del muro, il film che s'intitola "Good Bye Lenin"(2003)!
Ancora una volta la storia si fà viva attraverso i racconti e le testimonianze dirette. Ho così potuto rispolverare nella mia mente un grandissimo evento storico, di cui ora ho una reale percezione dei fatti e non il ricordo sbiadito di un triste e noioso capitolo del libro di storia.